Contro la violenza che non si vede
La serata di ieri non è stata una semplice presentazione di un libro.
È stata un momento intenso, fatto di ascolto, silenzi condivisi e parole che hanno saputo toccare corde profonde.
Aprire le porte della Sala Consiliare per un incontro come questo ha avuto un significato preciso: portare dentro uno spazio che rappresenta tutta la comunità un tema che spesso resta confinato nel privato, nel non detto, nella solitudine di chi soffre.
Come lista civica INSIEME, crediamo da sempre che la vera forza di un paese stia nelle persone.
Nella capacità di tendersi la mano, di prendersi cura gli uni degli altri, di scegliere la solidarietà anche quando sarebbe più facile voltarsi dall’altra parte.
Lo abbiamo visto nei momenti più difficili, quando non contavano bandiere, ruoli o appartenenze, ma solo cittadini che si mettevano a disposizione degli altri, costruendo con semplicità quella rete di aiuto reciproco che rende una comunità viva, umana, responsabile.
Da questa stessa idea nasce l’incontro di ieri sera.
Perché esistono ferite che non si vedono, ma che fanno male lo stesso.
Ferite che nascono da parole, da gesti, da atteggiamenti che, giorno dopo giorno, tolgono libertà, dignità e fiducia.
La violenza psicologica è subdola: non lascia lividi visibili, ma segna profondamente l’anima di chi la subisce.
Attraverso le parole di Lidia Laudani e la voce di Filippo Verga, abbiamo avuto l’occasione di ascoltare un racconto che affronta questi temi con grande sensibilità e coraggio.
Il libro Un’altra vita non è stato solo raccontato, ma condiviso: la letteratura si è fatta strumento di riflessione collettiva, capace di parlare a ciascuno in modo diverso ma profondo.
La conduzione attenta e rispettosa di Maurizio ha accompagnato il pubblico in questo percorso con discrezione, lasciando spazio alle parole, ai silenzi, alle emozioni.
E quando Filippo Verga ha scelto di affiancare alla lettura anche una propria esperienza personale, lo ha fatto con una delicatezza che ha reso ancora più forte il messaggio della serata.
Come INSIEME, abbiamo voluto creare un momento che parlasse di rispetto, solidarietà e del coraggio di rompere il silenzio.
Perché l’omertà si vince solo insieme.
E perché la cultura può essere davvero il primo passo per cambiare le cose, se diventa occasione di incontro e consapevolezza.
Ognuno di noi può essere parte di questo cambiamento:
con un gesto,
con un ascolto sincero,
con una parola detta al momento giusto.
Forse è proprio da serate come questa che nasce una comunità più giusta, più empatica, più umana.
Ringraziamo di cuore tutte le persone presenti in Sala Consiliare e chi ha seguito la diretta da casa.
Ogni presenza è stata un messaggio.
