La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al progetto “Regione AWS Europe (Milan) – Espansione – Datacenter Edificio A”, previsto nel Comune di Zibido San Giacomo, risulta oggi sospesa su richiesta del proponente.
È un passaggio importante, che non va letto come una semplice pausa tecnica.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con la richiesta di integrazioni depositata il 10 marzo 2026, ha posto una serie di questioni molto rilevanti sul progetto: consumo di suolo, coerenza urbanistica, alternative localizzative, sottostazione elettrica, emissioni, gruppi elettrogeni, serbatoi di gasolio, falda, rumore, campi elettromagnetici, biodiversità, paesaggio, rischi e impatti cumulativi.
Si tratta di richieste puntuali, che confermano quanto sia necessario valutare questo intervento con la massima attenzione.
Come lista civica INSIEME, attraverso le osservazioni presentate al MASE il 9 aprile 2026, abbiamo ritenuto importante intervenire nel procedimento proprio partendo da questo quadro di criticità. Le nostre osservazioni si sono concentrate su diversi aspetti che risultano pienamente coerenti con le richieste formulate dal Ministero: valutazione unitaria dell’intervento, infrastrutture elettriche connesse, nuova sottostazione, impatti cumulativi, emissioni dei generatori, uso della risorsa idrica, tutela della falda, consumo di suolo, paesaggio, monitoraggio ambientale e trasparenza.
Uno degli aspetti più significativi riguarda la nuova sottostazione elettrica prevista tra Zibido San Giacomo e Lacchiarella. Il Ministero chiede che venga considerata come opera connessa al funzionamento del data center e che i relativi impatti siano valutati nell’ambito della stessa procedura. È un punto fondamentale, perché conferma che non si può valutare il progetto a pezzi, separando l’edificio principale dalle infrastrutture necessarie al suo funzionamento.
Altro elemento centrale è quello degli impatti cumulativi. Il nostro territorio non è interessato da un solo intervento, ma da una concentrazione crescente di data center, infrastrutture energetiche, sottostazioni, elettrodotti, gruppi elettrogeni e opere accessorie. Per questo serve una valutazione complessiva, capace di guardare non solo al singolo impianto, ma all’effetto combinato di tutte le trasformazioni previste nell’area.
Durante la serata pubblica organizzata a Lacchiarella sul tema dei data center, ho voluto sottolineare proprio questo aspetto: sul progetto Amazon di Zibido San Giacomo il Ministero sta facendo un lavoro serio, entrando nel merito delle criticità e chiedendo chiarimenti puntuali. E questo va riconosciuto.
Quando le istituzioni chiedono integrazioni precise, pretendono dati completi e non si accontentano di valutazioni parziali, stanno svolgendo correttamente il proprio ruolo. Allo stesso tempo, il lavoro dei cittadini, dei comitati e delle realtà civiche dimostra quanto sia importante partecipare, leggere gli atti, presentare osservazioni e portare all’attenzione degli enti competenti le criticità del territorio.
Le osservazioni non sono un atto simbolico. Sono uno strumento concreto di partecipazione democratica.
Naturalmente la sospensione della procedura non rappresenta una conclusione. Il proponente avrà la possibilità di produrre la documentazione richiesta. Ma sarà fondamentale che questa fase non si riduca a un semplice adempimento formale.
Servono risposte vere, verificabili e comprensibili.
La domanda di fondo resta aperta: il nostro territorio è davvero in grado di sostenere una simile concentrazione di data center e infrastrutture energetiche connesse?
Noi pensiamo che questa domanda debba ricevere una risposta chiara, pubblica e documentata. Non bastano rassicurazioni generiche. Servono dati, valutazioni cumulative, trasparenza, monitoraggi accessibili e pieno coinvolgimento della cittadinanza.
Come lista civica INSIEME continueremo a seguire con attenzione questa procedura, con un approccio serio, civico e documentato. Non siamo contrari all’innovazione o al digitale. Siamo però convinti che il futuro digitale non possa essere costruito scaricando sui territori costi ambientali, energetici e sociali senza una valutazione completa degli effetti.
Il lavoro del Ministero, in questa fase, rappresenta un segnale importante.
Ora bisogna andare fino in fondo.
Perché Zibido San Giacomo, il Parco Agricolo Sud Milano e tutto il territorio circostante meritano risposte chiare prima che vengano assunte decisioni destinate a incidere per decenni sull’ambiente e sulla vita delle persone.
