Negli ultimi anni è stato avviato l’iter per la realizzazione di un data center nel Comune di Lacchiarella, un intervento di dimensioni rilevanti che, per caratteristiche e localizzazione, può produrre effetti non solo sul territorio comunale ospitante, ma anche sui Comuni limitrofi, tra cui Zibido San Giacomo e in particolare la frazione di Badile.
L’attenzione su questo progetto nasce anche grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini, che ci hanno invitato ad approfondire la documentazione e a verificare le possibili ricadute ambientali e territoriali. È da qui che parte il nostro modo di fare opposizione come lista civica INSIEME: ascoltare, studiare e portare le questioni nelle sedi istituzionali competenti, senza slogan e senza allarmismi, ma con serietà e responsabilità.
Un progetto complesso in un’area delicata
Dall’analisi degli atti depositati presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica emerge un intervento complesso, che insiste su un’area già sensibile sotto diversi profili:
consumo di suolo agricolo, presenza di falde superficiali, infrastrutture viarie limitate e prossimità a nuclei abitati.
Il progetto prevede, tra l’altro, la realizzazione di un grande data center dotato di 160 gruppi elettrogeni di emergenza, una nuova sottostazione elettrica AT/MT e un cantiere di lunga durata. La fase di costruzione, secondo la documentazione presentata, è stimata in circa 52 mesi, ovvero oltre quattro anni di lavori continuativi.
Le osservazioni presentate da INSIEME
Come lista civica INSIEME abbiamo ritenuto doveroso studiare nel dettaglio il progetto e presentare osservazioni formali
nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, trasmesse al Ministero nel novembre 2025.
Le nostre osservazioni non nascono da un pregiudizio ideologico contro l’innovazione o lo sviluppo tecnologico. Al contrario, partono dalla convinzione che interventi di questa portata debbano essere valutati con la massima attenzione, soprattutto quando interessano territori agricoli e comunità già esposte a pressioni infrastrutturali e ambientali.
In particolare abbiamo posto l’accento su alcuni aspetti critici:
consumo di suolo e coerenza con le politiche di tutela del territorio agricolo del Sud Ovest milanese;
Impatto sulle falde acquifere e sulla risorsa idrica, in un’area caratterizzata da livelli di falda elevati;
fabbisogno energetico e reali modalità di approvvigionamento, inclusa la nuova infrastruttura elettrica;
rumore ed emissioni legate ai test periodici dei generatori e agli scenari emergenziali;
traffico di cantiere e viabilità locale, per una durata molto prolungata nel tempo; (5 anni di cantiere)
impatto paesaggistico e visivo, con particolare riferimento alla frazione di Badile, unico nucleo abitato con viste dirette verso l’area;
effetti cumulativi con altri insediamenti e infrastrutture già presenti o previste nell’area.
Badile e le aree agricole come recettori sensibili
Un punto centrale delle osservazioni riguarda la frazione di Badile, che si trova a poche centinaia di metri dal sito e senza barriere naturali in grado di schermare completamente gli impatti.
Tra Badile e l’area del progetto si estende inoltre una vasta zona agricola, che svolge un ruolo fondamentale come corridoio ecologico, patrimonio produttivo e cuscinetto ambientale.
Per questo abbiamo chiesto che abitato e aree agricole siano considerati veri e propri recettori sensibili, sia nella fase di cantiere sia durante l’esercizio dell’impianto.
Una questione che riguarda tutto il territorio
Riteniamo che progetti di questo tipo non possano essere valutati come interventi isolati, ma debbano essere inseriti in una visione complessiva di sviluppo territoriale, capace di tenere insieme innovazione, sostenibilità ambientale e qualità della vita delle comunità locali.
Il nostro impegno non si esaurisce con il deposito delle osservazioni. Continueremo a seguire l’evoluzione del procedimento, a informare i cittadini e a portare il tema all’attenzione delle istituzioni competenti, perché trasparenza e partecipazione non siano parole vuote, ma strumenti concreti di democrazia.
Ancora una volta, il contributo dei cittadini si è rivelato fondamentale. Segnalare, chiedere chiarimenti e pretendere approfondimenti è un atto di responsabilità verso il territorio.
Come INSIEME, continueremo a fare la nostra parte: ascoltare, studiare e agire, nell’interesse della comunità.
