Data Center di Lacchiarella: depositata una nuova osservazione sulla possibile applicazione della normativa Seveso

Abbiamo depositato una nuova osservazione nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al Data Center previsto nel Comune di Lacchiarella.

Si tratta di un’osservazione mirata, costruita sull’analisi degli elaborati progettuali pubblicati nella procedura VIA, con un punto centrale: la necessità di verificare formalmente se il complesso possa rientrare o meno nella disciplina prevista dal D.Lgs. 105/2015, attuativo della Direttiva Seveso III, relativa agli stabilimenti a rischio di incidente rilevante.

Non vogliamo creare allarmismo e non affermiamo in modo superficiale che l’impianto sia automaticamente soggetto alla normativa Seveso. Proprio per questo chiediamo una verifica tecnica, chiara e documentata da parte degli enti competenti.

Dai documenti progettuali emerge infatti la presenza di 160 gruppi elettrogeni di emergenza alimentati a gasolio, ciascuno dotato di un proprio serbatoio, oltre a ulteriori vasche di rabbocco previste a servizio degli edifici del Data Center.

Si tratta di una capacità potenziale di stoccaggio di carburante molto rilevante, che non può essere considerata un dettaglio secondario all’interno di una valutazione ambientale.

La normativa Seveso non si applica in base al nome dell’attività, ma in base alla presenza, reale o prevista, di sostanze pericolose e ai relativi quantitativi. Per questo motivo anche un Data Center, pur essendo principalmente un’infrastruttura digitale, deve essere valutato per tutte le sue componenti impiantistiche: generatori, serbatoi di carburante, sistemi di rabbocco, sistemi di continuità elettrica, sistemi antincendio e infrastrutture connesse.

Nella nostra osservazione abbiamo evidenziato che dalla documentazione disponibile non risulta chiaramente presente una verifica formale e documentata di assoggettabilità alla disciplina Seveso, né una compiuta analisi degli scenari incidentali connessi ai quantitativi di gasolio previsti.

Per questo abbiamo chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di disporre una verifica specifica, prima della conclusione del procedimento VIA.

In particolare, abbiamo chiesto che vengano approfonditi i quantitativi complessivi di gasolio previsti nel sito, la possibile applicazione del D.Lgs. 105/2015, gli scenari incidentali legati a incendi, sversamenti, malfunzionamenti e operazioni di rifornimento, la definizione delle eventuali aree di danno, la compatibilità territoriale e gli effetti cumulativi con altri impianti presenti nell’area.

Il tema è particolarmente rilevante perché il progetto non si inserisce in un’area isolata. Nelle vicinanze sono presenti aree agricole, cascine, attività produttive e commerciali, il centro abitato di Lacchiarella, il complesso del Girasole e, sul versante di Zibido San Giacomo, la frazione di Badile, che rappresenta uno dei recettori urbani più prossimi al sito.

Chiedere una verifica Seveso non significa bloccare il confronto o opporsi in modo ideologico. Significa pretendere che la procedura sia completa e che ogni decisione venga presa sulla base di tutti gli elementi necessari.

Il nostro approccio resta civico, concreto e responsabile: non ci interessa alimentare paure, ma tutelare il territorio attraverso atti fondati, domande precise e richieste verificabili.

Prima di andare avanti, va chiarito se questo impianto rientra o meno nella normativa Seveso.

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